Gang

MaurizioMaurizio Travaglini

Il mio ruolo consiste nel creare uno spazio fisico, sociale e intellettuale che metta le persone nelle condizioni di lavorare al meglio delle proprie capacità, nonché di raggiungere una maggiore e migliore consapevolezza di sé e delle proprie potenzialità.

Svolgo questo ruolo come consulente e, insieme al mio team, disegno, creo, facilito e documento esperienze collaborative di apprendimento e co-design di soluzioni per organizzazioni o comunità alle prese con sfide complesse, al confine tra strategia, leadership, cambiamento e innovazione. Ho creato e facilitato oltre 200 di questi Laboratori, in più di 30 paesi e in 5 continenti, aiutando gruppi di diverso tipo a risolvere un’ampia gamma di problemi estremamente complessi e ambigui. I partecipanti ai nostri Laboratori – gruppi generalmente composti da un minimo di 50 fino a un massimo di 150 persone – lavorano insieme all’interno di uno spazio studiato appositamente per facilitare l’emergere del processo collaborativo e mantenere forte e costante la concentrazione per l’intera durata dell’evento — da 3 a 5 giorni. Si tratta di un’esperienza di immersione assoluta che ha come scopo il raggiungimento di tre obiettivi: 1. la nascita di nuove soluzioni, nuove idee e/o esperimenti che rappresentino una possibilità nuova per l’organizzazione; 2. il fiorire di una diversa connessione tra le persone, che vivono e fanno proprio un modo di lavorare insieme più efficace; 3. lo sviluppo individuale mirato ad accrescere contemporaneamente la propria leadership e la propria capacità di generare innovazione, insieme a quelle del proprio team o organizzazione — “leadership for innovation”.

Nel 2003 ho fondato a Milano Architects Of Group Genius, lo “strumento” per svolgere questo lavoro. Il mio team è composto da 10 consulenti full-time e da una rete di 15 professionisti tra Europa e Stati Uniti. Negli ultimi 13 anni abbiamo lavorato al servizio di CEO e di membri dei Comitati Esecutivi di alcune delle organizzazioni più ammirate al mondo, tra cui Acumen, Art Basel, Audi, The Bridgespan Group, Ferrero, Fiat-Chrysler, General Electric, Harvard Business School, Harvard Innovation Lab, Independent Sector, London Business School, Massachusetts General Hospital, Media Development Investment Fund, OECD, Shepley Bulfinch, Telia Sonera, UniCredit, Unilever, Volkswagen Group, e il World Economic Forum.

Dal 2014 al 2017 ho insegnato presso il dipartimento di Executive Education della Harvard Graduate School of Design (GSD) come Academic Lead del Leadership and Design Thinking Program e dell’IndyProject Program (Advanced Management Development Program). Dal 2015 sono Adjunct Professor of Leadership and Innovation nell’Executive DBA Program dell’École des Ponts Business School di Parigi. Nel 2016 ho partecipato come Forum Fellow all’Annual Meeting del World Economic Forum a Davos.

Insieme alla professoressa Linda Hill (Harvard Business School), Greg Brandeau (Pixar Animation Studios) ed Emily Stecker (MIT) ho scritto l’articolo Unlocking the Slices of Genius in Your Organization, incluso nel libro Handbook of Leadership Theory and Practice (2010) pubblicato in occasione del centenario dell’Harvard Business School.

Prima di fondare Architects ho lavorato per 15 anni all’estero, tra Montreal, Parigi, Brussels, Madrid, Londra e Ginevra. Sono stato Direttore del World Economic Forum Annual Meeting Program e ho ricoperto per oltre dieci anni diversi ruoli nel settore della consulenza e del management presso organizzazioni internazionali, quali Nokia, J.P. Morgan, e Accenture. Ho conseguito la laurea in Economia e Business Management presso l’Università Bocconi di Milano. Parlo fluentemente inglese, spagnolo e francese. Pratico yoga, ho per due volte tagliato il traguardo dell’Ironman, e ho completato “The End of the World Marathon” in Antartide.

 

Andrea Ghisalberti

Dare forma concreta a una nuova avventura significa per me unire bellezza e contenuto, ordine ed evoluzione. Questo è ciò in cui trovo significato, e questo è quello che faccio.

Amo cominciare dal principio: il primo viaggio, il primo incontro con lo sponsor team, la prima visita allo spazio per il Laboratorio, e le prime difficoltà. Le condizioni ideali per un progetto difficilmente esistono: ho imparato a vedere limiti e ostacoli non come un problema, ma come le uniche opportunità disponibili per far sì che il progetto possa svilupparsi. Assumendomi dei rischi.

Il momento in cui riuniamo 50 (o 800) persone in una stanza è il picco di un processo iniziato tempo prima. La creazione di un Laboratorio è un lavoro spesso silenzioso e poco visibile, ma necessario in ogni suo dettaglio per poter creare quello spazio intellettuale, sociale, fisico e digitale che permetta ai partecipanti di sperimentare in modo non tradizionale, in un ambiente protetto e inclusivo.

Guido spesso la produzione di un progetto dalle sue fasi iniziali, seguendo con sana ossessione gli aspetti organizzativi, gestionali, finanziari, operativi e logistici sempre essenziali affinché il team di facilitazione possa cominciare a costruire quello spazio ogni volta differente, adatto alle necessità dei partecipanti e alle finalità del progetto.

Insieme al team mi impegno per far emergere una relazione armoniosa tra struttura, processo, estetica e contenuti dalle prime fasi del processo di comunicazione, fino alla rielaborazione dei contenuti.

Attraverso la conversazione e lo scambio con i membri del team contribuisco al disegno delle attività dei laboratori, risultato di un pensiero sociale che si sviluppa grazie all’incontro delle nostre diversità.

Co-facilitando i gruppi di lavoro durante il Laboratorio riesco a formarmi un’idea più completa di quali difficoltà e sfide stiano affrontando i partecipanti, e di conseguenza a meglio coordinare il team di facilitazione nel suo essere efficace e in qualche modo “elegante” nel mettersi al loro servizio, o a fare quello che sento essere il giusto uso di altri strumenti di facilitazione, come anche musica e immagini.

Sono senior consultant in Architects of Group Genius. Dal 2006 a oggi ho prodotto, co-disegnato e co-facilitato più di 100 laboratori in 15 paesi diversi, 5 continenti, 6 lingue, e molte più culture.

Ho una laurea in Economia Aziendale. Fin dai primi anni dell’università ho voluto sviluppare la conoscenza della più grande rivoluzione contemporanea che stiamo vivendo—quella digitale—e intorno a questa ho costruito, prima di entrare in Architects, i primi passi della mia professione.
Amo osservare i dettagli anche meno evidenti dei processi sociali, continuo a viaggiare, e cerco di stare sempre un po’ scomodo.

 

Barbara Fabris

Far vedere a tutti quello che non tutti vedono.
Penso che con queste parole io possa definire il cuore della mia pratica, di quello che faccio. È un lavoro che alcuni definirebbero creativo, ma in realtà io credo sia un connubio di fantasia e praticità, una sintesi.

Il mio mezzo d’espressione ideale è il graphic design. È il mio ambiente, soddisfacente, ispirazionale, davvero appassionante. La grafica è altruista, è una nuova interpretazione delle cose per aiutare le persone a comprenderle meglio. È questo il suo aspetto che mi piace di più, al di là di tutti i suoi lati artistici ed estetici. Faccio sì che le cose assumano aspetti diversi, modifico i contenuti finché non arrivano al loro massimo livello di espressione, per portare le persone lì dove solo alcuni arrivano con la fantasia.

Sono approdata in Architects Of Group Genius a Maggio 2016 e ho trovato un luogo dove poter usare le mie capacità, diverse ma complementari, affinché ogni cosa possa trovare la sua forma migliore, il suo giusto posto. Qui ho la possibilità di applicare quello che faccio con la grafica anche in molti altri ambiti. Per esempio posso aiutare a rielaborare un concept, sistemare lo spazio affinché sia pronto ad accogliere il lavoro di altri, posso creare qualcosa di nuovo – un libro, una scultura, un sito web -, o aggiustare fisicamente qualcosa di rotto. Per dare forma nuova alle cose, qualche volta bisogna aggiungere ma tante altre bisogna togliere, e talvolta il mio ruolo è quello di sapere cosa togliere.

Prima di arrivare in Architects ho avuto diverse esperienze in studi di grafica tra Roma, Venezia e Milano dove mi sono occupata principalmente di progetti di editoria, web design e brand identity.
Mi sono laureata in disegno industriale nel 2013 a Venezia, la mia città natale dalla quale ho ricevuto una strana sensibilità a una bellezza decadente. Grazie al mio progetto di tesi, una campagna di informazione sui disturbi alimentari negli adolescenti, ho iniziato a sviluppare un’attenzione particolare per le persone alle quali voglio comunicare.

Mi piacciono le immagini e la letteratura giapponese, ho un’insolita passione per le balene. Sono una dilettante acquerellista.

 

Chiara Ghidelli

Faccio parte di Architects Of Group Genius dal 2006, quando questa organizzazione aveva appena tre anni. Come Senior Designer immagino, disegno, organizzo e gestisco esperienze collaborative dedicate a processi di sviluppo e apprendimento, allo scopo di aiutare i partecipanti a creare insieme un nuovo senso per se stessi e nuove soluzioni per la propria realtà.

Negli individui e nelle situazioni si nascondono sempre preziose potenzialità che restano troppo spesso inesplorate e inespresse: il mio sforzo riguarda costruire il contesto per nutrire il loro risveglio, e aiutare le persone a trovare il coraggio di portarle alla luce e metterle al lavoro. Provo a creare e sostenere lo spazio per conversazioni autentiche e lavoro intenso, grazie ai quali le persone possano definire insieme la reale natura delle sfide da affrontare, farci i conti per davvero, immaginare un mondo diverso da quello conosciuto, e infine co-disegnare soluzioni per (ri)costruirlo veramente nuovo.

La mia pratica consiste nell’osservare, interpretare e facilitare l’evoluzione di questi spazi sociali, intellettuali ed emotivi all’interno dei singoli individui e di piccoli gruppi di lavoro – perché sono convinta che questi siano il nucleo da cui nasce il cambiamento di un’organizzazione e (perché no?) del mondo. Svolgo questo lavoro creando/scrivendo narrative e co-disegnando/co-facilitando processi che invitino le persone a oltrepassare quella sottile linea di confine che esiste tra la comprensione del contesto esistente e uno scorcio di possibilità di trasformazione.

Durante i Laboratori il mio ruolo è quello di disegnare, accompagnare e facilitare il processo di lavoro dei gruppi. Coordino anche gli sforzi del team di facilitazione in modo da moltiplicare l’efficacia di quelli dei partecipanti. Amo la fase di documentazione alla fine di un Laboratorio perché permette a me e al team di rielaborare la storia di quanto accaduto in tutta la sua complessità, affinché i partecipanti (e noi con loro) possano sentire risuonare l’eco della propria esperienza e reinterpretarla in modo da amplificarne l’impatto. Alcuni esempi di questi prodotti sono a questa pagina.

Con la stessa cura e passione, mi dedico allo sviluppo delle persone e al coordinamento del team all’interno della nostra organizzazione. In questi anni ho lavorato per scoprire i miei e altrui talenti (“slices of genius”), affinare la loro espressione in modo sempre più evoluto, sostenere la mai finita ricerca verso una versione di me stessa sempre più autentica e completa, e accompagnare altri nello stesso complesso – a tratti spaventoso, a tratti entusiasmante – percorso di scoperta e crescita.

Prima di approdare in Architects, ho lavorato come editor per alcuni anni presso una piccola casa editrice: qui mi sono occupata di relazioni con gli autori, di traduzioni dall’inglese e dal francese, e in generale di tutto ciò che avesse a che fare con qualsiasi tipo di testo. La tesi in Antropologia della Grecia Antica a conclusione degli studi in Lettere Classiche ha rappresentato il mio primo tentativo di osservare e interpretare l’evoluzione di una società e dei suoi individui attraverso la narrazione.

La mia vita fuori da Architects è popolata di migliaia di libri di ogni genere, perché credo profondamente che “le storie abbiano il potere di cambiare il mondo”. Il mio armadio è un fiorire di molteplici tonalità di nero e sneakers di colori sgargianti.

Amo la precisione della parola scritta e del segno grafico giusti per esprimere e sostenere un’idea.

 

Giordana Vilardi

Sono entrata a far parte del team di Architects nel 2015.
Qui ho trovato il mio stesso desiderio di influire positivamente sulla vita degli altri, cambiare o migliorare il più possibile la loro percezione di sé, aiutarli a sviluppare il proprio talento in modo non conforme e non uniforme.

La mia pratica si sviluppa intorno a tre concetti: “osservazione”, “comprensione”, “interpretazione”. Durante i Laboratori osservo con rigore quasi scientifico le dinamiche e le relazioni che si instaurano tra i partecipanti e gli umori presenti nello spazio. Cerco di capire le ragioni che motivano le loro azioni e provo a restituire questa comprensione nelle sessioni di co-design, progettazione e scrittura delle attività.

Nella fase di post-produzione libero la mia parte più (ri)creativa, interpreto il quadro che ho osservato aggiungendo qualche elemento nuovo, in modo da renderlo più completo: parole, immagini, musiche.

Della mia formazione filosofica e storicistica conservo e tento di accrescere costantemente la capacità di astrarre, ricondurre il particolare all’universale e viceversa: offrire una base teorica a una prassi, in un continuo esercizio di rimandi.

Ho studiato Filosofia a Napoli, la città che mi ha partorito e cresciuto, e alla quale devo la mia salvifica ironia e una speciale strategia di sopravvivenza, un ottimismo che è fiducia e volontà.

Prima di approdare in Architects ho lavorato in una casa editrice indipendente come editor e ufficio stampa, da sempre innamorata dei libri e della loro incredibile capacità di intavolare discorsi e creare una comunità invisibile di persone accomunate da un qualcosa, che è la loro stessa umanità.

Amo bere il caffè affacciata alla finestra a guardare il passaggio, e amo il mare prima di ogni cosa.
Lascio sempre per ultimo il boccone migliore.

 

Giulia Ricci

L’essenza del mio lavoro in Architects, di cui faccio parte dal 2011, può essere definita come la ricerca de l’adjacent possible*, quello spazio per cose nuove che le persone, le organizzazioni e le comunità con le quali lavoriamo si impegnano a conquistare passo dopo passo. Sono convinta che l’esplorazione di questo spazio misterioso e al tempo stesso vitale per le organizzazioni passi attraverso la comprensione profonda della sua essenza: percorrendone a fondo i confini e immaginando le possibili combinazioni di forme in cui il presente potrebbe continuare a reinventarsi. E al tempo stesso attraverso la sperimentazione concreta: quasi modellando con le mani la materia che si sta tentando di creare-plasmare-costruire.

È proprio questo lo spazio in cui trovo più interessante operare.

Qualsiasi sia l’obiettivo che i partecipanti ai nostri Laboratori intendono raggiungere – la creazione di un nuovo prodotto, la scelta di una nuova strategia, l’approccio ad un modo nuovo di lavorare in team, o la nascita di un nuovo percorso di sviluppo professionale – il mio contributo è quello di stimolarli a immaginare ed esplorare il loro adjacent possible. L’intensa attività di ricerca, scrittura e rielaborazione che svolgo in tutte le diverse fasi delle nostre sessioni di lavoro mi permette di trasformare i contenuti in fonti di ispirazione e provocazione concettuale al servizio dell’esperienza di lavoro-crescita-apprendimento-trasformazione-creazione in cui i partecipanti sono immersi. Attraverso questa attività che mescola concetti, modelli, teorie, immagini, numeri e parole, tento di provocare e facilitare l’emergere di nuovi scenari e di nuove possibilitàla cui esplorazione è necessaria per poi scegliere, focalizzarsi e sperimentare.

Ho partecipato alla preparazione, realizzazione e produzione di oltre 40 Laboratori a servizio di organizzazioni e comunità di persone in diversi paesi del mondo – tra le quali OECD, Volkswagen Group e General Electric. Mi interessano in modo particolare le sessioni di lavoro dedicate all’apprendimento e allo sviluppo individuale, tra le quali Leading For Innovation Lab e i programmi accademici presso Harvard Graduate School of Design, come IndyProject Program e Leadership and Design Thinking Program.

Ho studiato Discipline Economiche e Sociali presso l’Università Bocconi di Milano, amo osservare la realtà dietro l’obiettivo di una macchina fotografica e passare più tempo possibile con i miei figli.

*The adjacent possible is a kind of shadow future, hovering on the edges of the present state of things, a map of all the ways in which the present can reinvent itself. The strange and beautiful truth about the adjacent possible is that its boundaries grow as you explore them. Each new combination opens up the possibility of other new combinations.

 

Mario Marseglia

Dal maggio 2016 mi occupo della gestione economico-finanziaria-operativa di Architects of Group Genius.

La nostra attività ci porta talvolta a essere presenti in rapida successione (se non addirittura in sovrapposizione) in diverse location ai quattro angoli del mondo, con team che provengono da più continenti, e spesso alle prese con attività estremamente complesse da realizzare in tempi brevissimi.
Per questo è necessario che qualcuno lavori non “dentro”, ma “su” i Laboratori ; qualcuno che faccia in modo che tutti gli aspetti non direttamente legati ai contenuti fluiscano nel miglior modo possibile – affinché il team possa focalizzarsi esclusivamente sul proprio lavoro, con la certezza che “la macchina” sia sotto controllo.
Con questo intento svolgo il mio ruolo in Architects.

Proprio perché si è una squadra: a ognuno il proprio contributo, a ognuno la propria parte del tutto.

L’ordine, la perfezione e la verità dei numeri mi hanno sempre affascinato. Di conseguenza sono stato conquistato da tutto ciò che è legato agli aspetti di pianificazione, organizzazione, programmazione, controllo economico-finanziario delle aziende. D’altro canto però, ho sempre inseguito l’obiettivo di poter dare e ricevere fiducia dalle persone con le quali mi relaziono quotidianamente. Da qui, la mia naturale tendenza alla coltivazione dei rapporti umani.

In altri termini, amo trasmettere fiducia e empatia, e allo stesso tempo precisione e affidabilità. In Architects ho trovato uno spazio dove poter esprimere a 360 gradi queste caratteristiche, proprio grazie alle particolari modalità di gestione della nostra attività: siamo immersi in un laboratorio continuo dove lo scambio reciproco di feedback, la condivisione, la capacità di interazione e dialogo rappresentano componenti indispensabili.

Prima di approdare in Architects, ho lavorato nel settore commerciale e del business development per un’organizzazione di rappresentanza imprenditoriale (Confartigianato); per la rete franchising di negozi di servizi più diffusa al mondo (Mail Boxes Etc.); allo sviluppo del network clienti di un casa cosmetica farmaceutica (Alès Groupe); ho inoltre gestito reti di vendita dirette e indirette nel mercato dei beni di consumo e nel mercato immobiliare.
Infine, ho partecipato alla fondazione e lancio di una start-up che offre prodotti e servizi legati agli sport di resistenza ad aziende e consumatori privati (almostthere.eu).

Nel tempo libero (poco…) coltivo la mia passione per gli sport di resistenza (sono un runner e triatleta amatoriale, con svariate decine di gare su – quasi – tutte le distanze).

Gli altri membri della nostra GANG saranno presto online.